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STORIA DELL’ABBRONZATURA

By misscetriolo | Comments: 0 | 12 Maggio 2020

Solitamente se parliamo di abbronzatura, parliamo di protezioni solari, maschere post esposizione e consigli per ottenere il risultato migliore.

Oggi invece vorrei parlare della storia dell’abbronzatura portandovi in un viaggio completo attraverso le date, gli episodi e la moda per farvi scoprire tutto sull’argomento, da quando l’abbronzatura era considerata disdicevole alla moderna ossessione per un corpo dorato, fatta di integratori, dieta, lunghe ore di esposizione, abbronzanti ed autoabbronzanti!

Prima di iniziare non posso non dirvi che la mia eredità mi ha donato quella che chiamerei una “non abbronzatura “.

Ogni anno al rientro in ufficio a settembre parte la sfida a chi mi ripete più volte se “sei uscita di casa almeno una volta? ”perché risulto troppo bianca.

Ovviamente ho smesso di essere loro amica 😂 ma nonostante sia uno scherzo non nascondo che anche io vorrei un colorito alla Kim Kardashian è che madre natura mi ha regalato una tinta abbastanza diversa. 

La mia pelle rimane chiara anche dopo aver passato tutta la stagione estiva all’aria aperta e, abbronzata realmente non lo sono mai stata.

Ovviamente a modo mio lo sono perché mi piace il sole e “abbronzata” la trovo una definizione relativa e diversa per tutti. 

DNA a parte le differenze culturali vedono molto persone (Europa, Nord America) lottare per abbronzarsi e per contrasto molte persone (Asia, India e Medio Oriente) fare di tutto per ottenere una carnagione più chiara possibile, arrivando all’utilizzo di prodotti schiarenti per la pelle.

Poi ci sono i casi più complicati dove andare contro natura è per farsi accettare …e allora abbiamo assistito allo schiarimento di Micheal Jackson che arrivò ad un punto di non ritorno.

E poi ci sono molte mie amiche che si sentono bene così come sono, con la loro carnagione abituale e che non lottano contro ciò che madre natura gli ha donato, fregandosene delle tendenze e della cultura che ci impone un colore standard verso le tinte dell’oro o semplicemente perché odiano il caldo, il sole e le spiagge!

 

IL VIAGGIO DELL’ABBRONZATURA 

 

-nel 600 l’arte attraverso vari dipinti ci insegna che gli angeli con pelle diafana rappresentano la classe sociale aristocratica e quelli più scuri il ceto umile

 

-900 il tabù dell’abbronzatura.

La situazione è opposta rispetto ad oggi.

Per evitare il contatto diretto con il sole la classe aristocratica, era solita proteggersi attraverso ombrellini e cappelli che coprivano il viso delle donne dai raggi anche se si trattava di uscire per una piccola passeggiata nel loro giardino. 

Essere abbronzati indicava le ore trascorse a lavorare nei campi sotto il sole e i fortunati che svolgevano lavori all’interno dei propri palazzi con la pelle del viso chiara erano i nobili.

L’abbronzatura diventa per i piu laboriosi marginati e sfruttati e il pallore fu associato ad uno status sociale elevato. Se la tua carnagione era perfettamente pallida era perché potevi tenerti lontana da lavori ed attività faticose all’aria aperta.

 

-Il 1903 la scienza rovescia le carte in tavola,

il premio Nobel Niels Ryben Finsen scoprì la fototerapia; una terapia basata sull’uso della luce che grazie ad una moderata esposizione al sole consentiva il miglioramento di patologie come la tubercolosi e rachitismo. Dopo questa scoperta l’esposizione alla luce del sole per motivi di salute diventò “accettabile” anche se l’abbronzatura in se era ancora disdicevole e lo sarebbe rimesta fino ai primi anni ’20.

Tuttora il sole è consigliato a chi soffre di varie patologie e i suoi benefici sono noti a tutti.

 

-anni’20 l’abbronzatura è libertà 

Nei decenni successivi parte della società desidera abbandonare le abitudini conservatrici dell’epoca vittoriana e le donne iniziano ad emanciparsi, a sognare la parità e anche l’abbronzatura, diventa un modo per cercare la libertà.

Sempre in questi anni sarà possibile godersi le spiagge tutto l’anno come simbolo di ricchezza; i lidi di tutta Europa saranno popolati per tutti i mesi caldi dalle famiglie abbienti e personaggi famosi.

Coco Chanel rappresentava tutto questo e proprio lei, ma a sua insaputa, fece apparire  l’abbronzatura molto Cool!

Chanel iniziò a sfoggiare la pelle baciata dal sole in questo periodo, da quando nel 1923 durante una vacanza in Francia, rimase troppo tempo sotto il sole e i giornali riportarono quell’immagine mentre sfoggiava una pelle dorata.

Il desiderio dell’abbronzatura sta nascendo.

Colei che conosciamo come l’inventrice del tubino nero, lanció un’altra moda, brava Coco!

L’immaginario della tintarella si ribalta e diventa sinonimo di agiatezza economica, di una vita all’insegna dei viaggi e delle vacanze. Ma la distinzione sociale resiste e, al contrario di quanto visto fino ad allora il pallore, viene assegnato alle classi meno abbienti, costrette a lavorare al chiuso negli uffici o nelle fabbriche e prive della possibilità di fare lunghe vacanze.

La svolta definitiva avvenne solo al termine della seconda guerra mondiale, quando il benessere economico e il fiorire del turismo portano alla moda la passione per l’abbronzatura.

Per noi le cose cambieranno e tutte conosciamo un modo di abbronzarci anche se rimaniamo in ufficio tutto il giorno. Si, sono sicura che conoscete le lampade solari ma verranno prodotte solo verso la fine del ‘70 e quindi parliamo di quello che esisteva prima…le creme!

 

Le pozioni dell’abbronzatura

L’abbronzatura fa nascere e fiorire un’industria nuova che tra costumi da bagno, cosmetici e abbigliamento garantisce di acquisire o sfoggiare la tonalità perfetta quella delle spiagge bianche e di lunghe giornate al sole in tutto il mondo e a qualsiasi stagione dell’anno.

Ottenere un’abbronzatura integrale fu reso più facile dopo che il bikini vide la luce nel luglio del 1946. Una tonalità scura divenne ancora più sexy quando Ursula Andress sfoggiò un costume bianco nel film James Bond del 1962.

Da allora nel cinema, nella moda e nella pubblicità il fisico scolpito e l’abbronzatura saranno il must fino ad oggi.

Anche Barbie che da sempre rispecchia i canoni della società fa un cambio di look e da pallida ragazza della porta accanto alle prese con 3 sorelle e scuola diventa la sexy e abbronzata ragazza da spiaggia nella versione “Barbie Malibu” ….era il 1971.

Così la bambola dai capelli biondi introduce le bambine e le ragazze più giovani al fascino di un’abbronzatura perfetta!

 

Lo stilista Jean Patou presentò Huile de Chaldée il primo olio abbronzante, nel 1928. Seguì il primo olio abbronzante con filtro UV, Ambre Solaire di L’Oréal, nel 1935

La crema solare Coppertone è stata inventata negli anni ’40 ma il prodotto decollò davvero nel 1956 grazie alla popolarità della campagna pubblicitaria “Coppertone Girl”. 

Si, la pubblicità a volte maliziosa e sempre sexy è stata fondamentale per il successo delle creme solari.

Le persone erano certamente consapevoli dei benefici dei prodotti che bloccano i raggi UV, ma ciò non ha impedito a milioni di persone di spalmarsi qualsiasi cosa per attirare i raggi a sè.

I primi prodotti “abbronzanti senza sole” erano essenzialmente trucchi per il corpo che promettevano di dare al consumatore un’abbronzatura perfetta “pronta all’uso”, era il 1929. 

Negli anni ’50, una ricercatrice medica di nome Eva Wittgenstein notò che una medicina stava testando macchiava la pelle dei pazienti, ma non i loro vestiti. Scoprì che uno degli ingredienti, il diidrossiacetone (DHA), poteva tranquillamente rendere dorati gli strati esterni dell’epidermide. 

Tale composto sarebbe stato utilizzato nella maggior parte dei prodotti abbronzanti di successo.

Fin dalla loro istituzione, i produttori hanno continuamente cercato di riformulare i loro prodotti per creare colori più naturali, oltre a limitare le temute macchie e gli odori sgradevoli. Poi vennero gli abbronzanti spray e nel 1998 stando in una macchina automatizzata che spruzzava i clienti da tutte le angolazioni si poteva ottenere il risultato di mesi e mesi di esposizione naturale.

Questo metodo è migliorato nel 2003, quando Jimmy Coco ha creato il primo kit di abbronzatura mobile al mondo, inaugurando l’era delle celebrities super abbronzate che continuano ad essere viste sui tappeti rossi oggi

 

anni 2000 pericolo e ridicolo TANOREXIC

Noi ragazze degli anni 90 avevamo un’appuntamento fisso il sabato pomeriggio con il lettino o doccia abbronzante. Un vero e proprio rito, prenotato con settimane d’anticipo perché a quel glamour in pochi sapevano resistere.

Vabbè io con il mio pallore ero un caso perso e per non scottarmi l’estetista più di 5 minuti non mi faceva “lampadare” e direi perfortuna visti i danni che si scoprirono negli anni a seguire.

Ma scurire la pelle non era solo una questione di colore significava avere tempo e soldi per prendersi cura di sè. Uno status simbol!

 

Negli anni a seguire la dannosità dei raggi ultravioletti cambiò le regole, e per precauzione alle minorenni negate le lampade se non autorizzate dai genitori.

Secondo la Skin Cancer Foundation, il 90 percento di tutti i tumori della pelle è associato all’esposizione alle radiazioni UV del sole, che è anche collegata al 90 percento degli indicatori dell’invecchiamento, come rughe e macchie. È vero e lo sappiamo ormai da decenni.

I media hanno menzionato che danneggiava permanentemente la pelle e le celebrità che esagerarono con l’abbronzatura vennero prese di mira. Basti ricordare il cast di Jersey Shore e tutte le giovani e vecchie star ossessionate dal colore della pelle.

Dalla questione nacque un nuovo vocabolo “Tanorexic” per descrivere le persone ossessionate dall’abbronzatura a un livello ritenuto repulsivo da altri.

 

Personalmente mi affido alle lampade una volta all’anno per scaldarmi quei 10 minuti e per farmi uscire qualche lentiggine ma nonostante tutto ancor oggi le persone tendono ad esagerare.

 

Anni 2010 , le cose stanno cambiando la protezione è cool e le riviste di moda la incoraggiano.

Nelle pubblicità quel canone unico di biondo e pelle dorata sempre averci ormai abbandonato.

In commercio possiamo trovare mille creme da quella protezione 50 che soddisfa ogni esigenza di sensibilità, da quella waterproof a quella leggerissima ma ciò nonostante il desiderio di un’abbronzatura scura non mostra segni di diminuzione. 

 

Oggi la consapevolezza è che il sole va preso con moderazione, è fondamentale esporsi al sole in modo corretto rispettando le caratteristiche della propria pelle.

Buona tintarella!

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